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POLITICA ASSENTE, BUROCRATI PRESENTI, POPULISMO STRARIPANTE.

By admin on 10/01/2014 in L'editoriale
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Siamo in assenza. Siamo nella latitanza. Siamo nella latitanza della politica nazionale che è assente, in qualità e in quantità.

L’assenza di una seria politica nazionale di qualità porta inequivocabilmente all’impazzimento dei sistemi di potere, dove ognuno di essi si sente autorizzato a dire  e a fare la sua, anche e spesso fuori dal proprio seminato.

L’assenza della politica porta all’insulto, alla denigrazione dell’avversario, porta al qualunquismo e al desolante populismo. Alimenta web, pifferai, forconisti e non porta da  nessuna parte.

E così pullulano pensatori, opinionisti, blogger, mezzi giornalisti, professori, tecnici: nessuno di loro è realmente in grado di affrontare la situazione con grande sollievo di chi in questo momento di vuoto pneumatico finisce con governare realmente il paese: i Burocrati.

Una volta era la politica dei saggi e statisti che diceva alla burocrazia cosa fare.

Abbiamo avuto statisti che vedevano lontano e non si facevano né impressionare né limitare da burocrati miopi che non vedono dietro l’angolo e pensano solo a loro stessi.

Sono loro la vera casta . Sono loro a mettere insieme “l’antilingua” come diceva Italo Calvino per complicare e rendere incomprensibile  la gestione della cosa pubblica e rendersi quindi necessari e insostituibili.

Il risultato è che una politica nazionale incapace e priva di lungimiranza e soprattutto coraggio, sapientemente manovrata da una oligarchia di burocrati , sta facendo regredire il paese .

Basti pensare alle ultime leggi di riequilibrio della finanza pubblica e ai pochi tentativi di riforma dello stato, entrambi schizzofrenici e privi di un disegno generale ma soltanto pressati da una necessità di comunicazione compulsiva.

Dossier  distribuiti dagli uffici e messi a disposizione di ministri e politici spesso usati solo come replicanti: tanto la brutta figura di una smentita la fanno loro.

Non so se in passato la selezione della management dello Stato sia stata concorrenziale e meritocratica, ma certo non lo è stata quella della politica nazionale  che negli ultimi decenni  ha prodotto molti esempi di impreparazione e conseguente sudditanza  al potere burocratico.

Abbiamo così assistito ad azioni di governo completamente sprovviste del contenuto principale  di politica economica, sociale  e di  misure per lo sviluppo del Paese.

L’urgenza del riequilibrio dei conti si è tradotta inevitabilmente nel ricorso al prelievo fiscale, creando una spirale recessiva  senza affrontare i nodi fondamentali per il risanamento del paese.

E’ fin troppo evidente quanto sia da una parte facile e dall’altra  sintomatico di una politica debole aumentare le tasse senza intervenire sulla riorganizzazione dello stato e dei suoi costosi malfunzionamenti.

Sono state predisposte solo manovre timide e prive di spina dorsale, negli ultimi decenni sono riusciti a tassare ben  38 volte la casa ( invim ilor ici imu tarsi tares trise….) e a appesantire di ben mezzo euro al litro le accise sui carburanti.

E neanche la rivoluzione servirebbe: perché anche quella bisogna saperla fare.

Massimo Guerrini

Gennaio 2014.

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