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Politica: se ci sei batti un colpo.

By admin on 12/12/2013 in Politica e società
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Una società sciapa e infelice, questo è quanto ci comunica il 47° Rapporto Censis.

Io  non ci credo e confido (ancora) nella capacità del nostro paese e di noi italiani di farcela.

Il Rapporto disegna una società senza fermento in cui circola troppa accidia, furbizia generalizzata, immoralismo diffuso ,crescente evasione fiscale e disabitudine al lavoro.

A me pare più che la fotografia attuale quella del nostro passato: che è stata una delle vere cause del nostro presente.

Abbiamo esagerato e perso vent’anni di opportunità  che difficilmente si presenteranno di nuovo, ma soprattutto in questi venti anni abbiamo dato un‘immagine di noi poco seria e l’Europa oggi ci chiede il conto.

Chiediamo alla nostra politica nazionale di farsene carico, senza scuse perché non è più tempo.

Però questo conto l’abbiamo pagato e lo stiamo pagando di tasca nostra a beneficio purtroppo dei paesi europei più virtuosi, e non ci siamo nemmeno sottratti ai nostri doveri comunitari quando si è trattato di contribuire a pagare i conti di altri paesi in difficoltà, vedi Spagna, Portogallo e Grecia.

Abbiamo sostenuto fino ad oggi anche i costi salati del contenimento e della doverosa assistenza agli immigrati che hanno cercato la salvezza sul nostro territorio: il nostro sud è stato la porta per l’Europa per molti rifugiati.

C’è però un degradamento sociale, troppa gente non cresce ma anzi declina nella scala sociale e il sistema sta per rompersi.

Viviamo un inaspettato ampliamento delle diseguaglianze sociali che crea scontento e rancore, la crisi economica ha aggredito il ceto medio sottraendogli  il senso di tranquillità economica  e di fiducia nel futuro.

Dal 2008 a oggi sono stati persi un milione di posti di lavoro, circa il 20% del calo dell’occupazione dell’area euro e hanno chiuso più di 300mila aziende. Sono numeri spaventosi.

In dieci anni il debito pubblico è raddoppiato da 1.400 mld a 2.100 c.a. e il World Economic Forum ci ha relegato al 49° posto su 148 nella classifica per competitività.

La soluzione sta solo nella capacità della politica e nella classe dirigente pubblica e privata di mettersi in discussione e di innovare.

E’ troppo evidente come l’incapacità a riformarsi abbia prodotto da un lato un sistema di leggi di emergenza ,compulsive, non coordinate  e prive di un disegno complessivo, e dall’altro lato una mancanza di trasparenza  e di certezza che hanno impedito di fatto la crescita, gli investimenti e l’ammodernamento dei processi decisionali.

Inoltre, un ventennio di politiche troppo personalistiche e non rivolte al bene del paese,  hanno portato al disinteresse della gente verso le tematiche di governo e di rappresentatività della politica e all’emersione di movimenti  populisti, radicali e di distruzione del sistema che non hanno fatto bene al paese ma hanno anzi acuito il generale senso di emergenza e di precarietà.

Si è cercato insomma di buttare via il bambino insieme all’acqua sporca.

Serve invece una politica forte e la fiducia del paese verso di essa in quanto solo una nazione forte può evitare il commissariamento da parte dell’’Europa.

Serve uno stravolgimento economico, burocratico, giuridico e psicologico.

Ma soprattutto serve l’esempio dal quale nessuno di noi può sottrarsi.
Massimo Guerrini

Vice Presidente Api Torino e Provincia.

Dicembre 2013

 

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